Scheda del quadro e dei circuiti: l’archivio che vi fa risparmiare un’ora a ogni intervento

Cosa annotare nella scheda di un quadro elettrico, perché lo schema unifilare non basta e come lo storico per impianto riduce i tempi di ogni intervento successivo.

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Ogni volta che tornate su un impianto senza archivio, ricominciate da zero: aprite il quadro, cercate quale circuito alimenta cosa, provate. Sono da mezz’ora a un’ora, ogni volta, che nessuno paga volentieri.

La scheda del quadro risolve proprio questo. Non è lo schema unifilare: lo comprende, ma va oltre.

Perché lo schema unifilare non basta

L’unifilare mostra la struttura: cosa c’è e come è collegato. Non vi dice cosa è stato fatto l’anno scorso, quale differenziale scattava senza motivo, quale circuito è stato aggiunto alla buona da qualcun altro, né dove si trova la scatola di derivazione che l’ultima volta avete cercato per mezz’ora.

La scheda aggiunge il tempo: cosa è stato fatto, quando, da chi e con quale risultato.

Cosa deve contenere

  1. Identità dell’impianto: indirizzo, piano, destinazione d’uso dei locali, codice della fornitura.
  2. Caratteristiche della fornitura: monofase o trifase, potenza impegnata.
  3. Quadro: posizione, tipo, numero di moduli, moduli liberi per futuri ampliamenti.
  4. Circuiti: numerazione, cosa alimenta ciascuno, sezione del conduttore, tipo e corrente nominale della protezione.
  5. Dispositivi differenziali: quanti, quali circuiti protegge ciascuno, sensibilità nominale.
  6. Impianto di terra e posizione dei collegamenti equipotenziali.
  7. Storico degli interventi con data e descrizione.
  8. Ultime misure e data della prossima verifica periodica.
  9. Foto: quadro aperto, etichettatura, punti che non si vedono più dopo la chiusura.

L’etichettatura fa parte del lavoro, non è un extra

Un quadro con i circuiti etichettati correttamente fa risparmiare tempo a ogni intervento futuro, vostro o di un collega, e riduce i rischi. Fotografate l’etichettatura e mettetela nella scheda: gli adesivi si staccano, la foto resta.

Il guadagno in numeri

Un’impresa che torna su impianti già noti due volte a settimana e risparmia quaranta minuti di ricognizione ogni volta guadagna circa cinque ore al mese: un’intera giornata fatturabile ogni due mesi. Il costo sono dieci minuti di registrazione la prima volta.

Dove vive la scheda

Su carta si perde e non è con voi quando vi serve. In un file sul computer dell’ufficio non si aggiorna sul posto. La scheda ha senso solo se si apre sul telefono davanti al quadro e si aggiorna lì: per questo in ElectroPro la scheda dell’impianto è la schermata da cui parte ogni lavoro.

Conclusione

La scheda del quadro è l’equivalente tecnico della cartella clinica: conserva ciò che non si vede a occhio quando aprite il coperchio. Dieci minuti la prima volta, mezz’ora risparmiata ogni volta successiva, e un argomento che nessun concorrente senza archivio può copiare.