Note di seduta in psicoterapia: cosa scrivere, quando e per chi
Quando si scrive la nota di seduta, cosa deve contenere per essere utile dopo mesi, cosa non va mai scritto e come proteggere l’archivio più delicato dello studio.
La nota di seduta ha un solo lettore che conta: voi, tra tre mesi, cinque minuti prima che entri lo stesso paziente. Se in quel momento vi ricorda dove eravate rimasti, su cosa stavate lavorando e cosa avevate concordato, è una buona nota, per quanto breve sia.
Quando si scrive: prima del paziente successivo
La nota scritta «la sera, tutte insieme» è una ricostruzione, non una registrazione: le sedute della giornata hanno già cominciato a confondersi tra loro. La regola realistica sono cinque minuti tra una seduta e l’altra, e se non ci riuscite nemmeno così, due righe adesso valgono più di un paragrafo la sera.
Cosa contiene una nota utile
- Su cosa avete lavorato: il tema o lo schema della seduta, in una o due righe.
- Cosa è cambiato: umore, funzionamento, sonno, eventi significativi dall’ultima volta.
- Cosa è stato concordato: un esercizio, un’osservazione, un cambio di frequenza; tutto ciò che chiederete all’inizio della prossima seduta.
- Per lo psichiatra: terapia e sue modifiche, con la data; l’andamento della farmacoterapia si legge solo se viene scritto.
- Tutto ciò che riguarda la sicurezza: valutazione del rischio e cosa avete detto o fatto, scritto con chiarezza.
Cosa non si scrive
La nota non è una trascrizione. Dettagli su terze persone che non riguardano la terapia, confessioni riportate parola per parola che non aggiungono informazioni cliniche e vostri giudizi di valore sulla persona (non sulla condizione) non hanno posto in un archivio che un giorno potrebbe essere richiesto, dal paziente stesso o da un’autorità.
Note e cartella: due livelli, una regola di accesso
La cartella (anamnesi, diagnosi, terapia, allergie) e le note di seduta non hanno lo stesso pubblico. Agenda e incassi riguardano la segreteria; le note riguardano solo il terapeuta curante. Questa separazione non è formalismo: è la condizione per poter scrivere liberamente.
In MindPro la nota di ogni seduta resta legata al suo appuntamento ed è visibile solo al terapeuta curante, mentre la segreteria vede agenda e incassi: permessi per ruolo, pensati proprio per questo archivio.
Conclusione
Scrivete poco, scrivetelo subito e scrivetelo per voi stessi di marzo. Tenete sempre per iscritto terapia e questioni di sicurezza, lasciate i giudizi fuori dall’archivio e mettete una barriera tecnica tra le note e chiunque non sia il terapeuta curante.